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Storia di un burattino
50 ARTISTI PER PINOCCHIO
a cura di Antonio Attini

 

Repubblica 17 febbraio 2012

di ALFONSO CIPOLLA

 

 

 
La mostra al Museo Gianduja delle Serre di Grugliasco, che espone anche le più belle edizioni del libro di Collodi della Biblioteca civica "Pablo Neruda".

Dalla pubblicazione sul Giornale dei Bambini nel 1881, la corsa del burattino non si è mai fermata "C'era una volta... - Un re! - diranno subito i miei piccoli lettori. No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un pezzo di legno. Non era un legno di lusso, ma un semplice pezzo da catasta, di quelli che d'inverno si mettono nelle stufe".

Con quest'inizio colloquiale Collodi manda all'aria il regno delle favole: riporta il fantastico a un quotidiano a misura di cucina, e proprio per questo lo rende capace di trasformare un microcosmo di provincia nel più incredibile dei mondi possibili. È l'eco del popolare - che quel "legno da catasta" riesce immediatamente a evocare - a compiere il miracolo, scalzando dai troni i re, e mettendo al centro dell'universo il mistero alchemico del legno, perno di una cultura contadina che ben accetta che siano proprio dei pezzi di legno a parlare agli uomini, sotto l'effige dei burattini che anima non hanno ma anima vanno cercando.

"Com'ero buffo, quand'ero un burattino". Così chiude il romanzo il bambino Pinocchio guardando la sua spoglia legnosa: non è l'inizio della nuova vita, è un anatema scagliato, è la morte dell'infanzia: la ragione adulta dell'abbecedario che uccide per eccesso di paura la forza drammatico vegetale del teatrino di Mangiafuoco. Buffi saranno i burattini, ma solo perché la loro lingua incontrollabile atterrisce.

Pinocchio ha da pochi mesi compiuto 130 anni, essendo nato ufficilamente il 7 luglio del 1881, allorquando comparve per la prima volta a puntate sulle pagine del "Giornale per i Bambini" diretto da Ferdinando Martini. Da quella storica pubblicazione la corsa di Pinocchio non si è mai fermata, e quello che doveva essere un racconto scritto quasi per caso si è trasformato nel libro più letto e venduto in assoluto della letteratura italiana, annoverando ben oltre 240 traduzioni in altrettante lingue. Ma Pinocchio è anche il principe dei libri illustrati, che proprio all'estro di artisti come Mazzanti, Chiosti o Mussino deve gran parte della sua fortuna. Ogni generazione ha avuto il suo Pinocchio: il suo mondo incantato, popolato di Geppetti e Mangiafuoco, Gatti e Volpi, Grilli parlanti e Fatine turchine è capace di accendere l'immaginazione quasi in maniera inesauribile. Un'ulteriore riprova è venuta dal Concorso "Illustra Pinocchio" ideato dalle Edizioni Antonio Attini, che in un batter d'occhio ha raccolto 470 illustrazioni originali provenienti da tutto il mondo.

Ora una selezione di quelle tavole, come "pinocchiesco" spaccato fantasmagorico, è presentata nella mostra 50 artisti per Pinocchio, allestita al Museo Gianduja nel Parco Cultirale Le Serre di Grugliasco su iniziativa dell'Istituto per i Beni Marionettistici e il Teatro Popolare in collaborazione con la Galleria d'Arte Davico e le Edizioni Attini. Solo alcuni nomi tra i tanti artisti che si sono sbizzarriti a far rivivere giocosamente le pagine di Collodi: Haider Bucar, Francesco Saverio Cancelliere, Daniela Giarratana, Darinka Mignatta Paolo Novelli, Daria Palotti, Leonid Sergeev...

Per l'occasione la Biblioteca Civica "Pablo Neruda" di Grugliasco, che detiene una splendida raccolta di libri illustrati per l'infanzia, esporrà le sue più belle edizioni di Pinocchio.

La mostra "50 Artisti per Pinocchio", rimarrà aperta dal 17 al 26 febbraio; venerdì, sabato e domenica ore 16-19, infrasettimanale su prenotazione. Nello stesso orario sarà possibile visitare il Museo Gianduja.

Ingresso Libero.

Info 011/4013326-352, www.istitutoteatropopolare.com

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