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Compagnia Marco Gobetti
L'ANCIOV╔ SÍTA SAL
L'ANCIOVE' SOTA SAL

 

 

 

"Il contadino che parla il suo dialetto Ŕ padrone di tutta la sua realtÓ".
Pier Paolo Pasolini

Un uomo sogna una notte di essere un venditore di acciughe che finisce sotto sale fra le sue stesse acciughe, dentro al barile che le contiene. Questo Ŕ un sogno che lascerÓ il suo segno nella vita dell'uomo e in quella delle persone che incontrerÓ: "A val nen tant Űl seugn: / col seugn a l'Ú la spluva ch'a 'nvisca 'l feau. / A val c˛sa ch'a l'Ú capitÓie d˛p"

Nell'AnciovÚ sota sal si usa poeticamente il dialetto piemontese per evocare un mestiere ormai scomparso, ma drammaturgicamente incastonato in un'immaginaria vicenda attuale. Lingua e trama dello spettacolo mirano cosý a diventare strumento per ragionare - analogicamente e oggettivamente - su quanto siamo padroni della realtÓ contemporanea; o anche solo per intuirlo od avvertirlo: vale ogni grado di consapevolezza.

Comprensione e comunicazione sono le urgenze forti dalle quali muove l'agire del protagonista. Uno dei dati pi¨ importanti riguardo a ci˛ che accade all'uomo dopo il suo bizzarro sogno, Ŕ il fatto che lui cerca altre persone. Unito al bisogno di trovarle c'Ŕ uno scopo preciso: comunicare loro qualcosa.

E' in questa ricerca di incontro - che diventa il senso ultimo di una vita - che il nostro si perde, giungendo a confondere ruoli, cause ed effetti. Si ritroverÓ proprio perdendosi. Il suo spettacolo (perchÚ il protagonista ne crea uno) tenta di incidere sulla singola realtÓ di ognuno degli spettatori, fornendo loro strumenti per sognare e pensare, ciascuno a suo modo. In tal senso anche l'ascolto e il tentativo di comprensione di una lingua sconosciuta, pu˛ diventare una leva emotiva efficace.

 

 

 

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