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PROGRAMMA 2019

 

MASLENITSA BURATTINO
Fantocci e trastulli del carnevale russo nei quadri di Yaroslav Svabodni

Mostra a cura di Antonio Attini e Alfonso Cipolla

 

 

Museo Gianduja

Grugliasco
Villa Boriglione - Parco Le Serre

Inaugurazione giovedì 28 feb. ore 18

 

 

 

 

 

 

 

 

CITTÀ DI GRUGLIASCO- ISTITUTO PER I BENI MARIONETTISTICI E IL TEATRO POPOLARE- FONDAZIONE “CARLO COLLODI” - ATTINI ARTE

Gioco, giocattoli, fantocci, carnevale… è una carrellata scanzonata, un tuffo in una Russia alla Petruska quello che Yaroslav Svabodni regala con queste sua galleria di oltre trenta opere pittoriche. È un mondo di trastulli infantili attraversato dall’impertinenza tutta pinocchiesca di Burattino, il protagonista de Zolotoj kljucik (La chiave d’oro), il lungo racconto che Aleksej Nikolaevic Tolstoj ha tratto dal celebre capolavoro di Collodi, trasformandolo in una fiabesca metafora in chiave sovietica.

Burattino è il fratello gemello di Pinocchio senza il berrettino di midolla di pane, però, e senza il vestituccio di carta fiorita, ma con la stessa aria irriverente e furbesca. Da scavezzacollo com’è, brucia il fantoccio di paglia che simboleggia l’inverno nell’ultimo giorno di Maslenitsa, il carnevale russo, e con la speranza del sole dà il via alla festa attraverso una galleria di giocattolini tradizionali, igrushka lui stesso tra igrushki, ovvero balocco tra balocchi, per cogliere la felicità d’una infanzia spensierata. Yaroslav Svabodni ha un segno netto e un dinamismo innegabile nel tratto. Con pochi colpi di matita da vita drammatico vegetale al personaggio per lui divenuto prediletto e più volte declinato in queste e in tante altre illustrazioni. Il suo Buratino è un trasformista. Eccolo vestito da astronauta danzare intorno a un satellite trottolesco, oppure con abituccio mimetico imbracciare un improbabile kalashnikov per una guerra altrettanto improbabile contro birilli militareschi. E ancora far capolino da una pelle d’orso orsacchiottosa o nei panni di un azzimato gagà far il cascamorto con una bionda bambolina dai gotei pomelli purpurei. Yaroslav Svabodni si diverte a inventare accostamenti, gioca coi giochi con lieve leggerezza, così come lo fa con simboli e sigle dell’Unione Sovietica, proiettandoli in un clima scherzoso ma non irriverente. Chi sia in realtà Yaroslav Svabodni è difficile dirlo. Un’aura segreta aleggia intorno al suo nome. Schivo artista rinserrato in qualche dacia sperduta nelle steppe o pudìco bizzarro al riparo di uno pseudonimo dal sapor di samovar? Mistero. La non-risposta sembra racchiusa nella tavola in cui Buratino sbuca con un sorrisetto beffardo da un’enorme matrioska: dentro un segreto se ne cela un altro, e poi un altro e un altro ancora… Arrivare al nocciolo è fatica sprecata: meglio giocare, giocare sempre, e il resto è solo sberleffo!

La mostra rimarrà aperta per tutto il Carnevale da giovedì 28 febbraio fino a domenica 10 marzo, dalle ore 16 alle 19. Per l’occasione le Edizioni Attini Arte hanno stampato un folder a tiratura limitata di dodici cartoline da collezione che riproducono altrettante illustrazioni di Yaroslav Svabodni.

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