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PROGRAMMA 2019

 

OLTRE LE PORTE DI FASTALIA
WunderKammer e teatrineidi di Giusy Barbagiovanni

Mostra a cura di Alfonso Cipolla

 

 

Dal 6 al 14 aprile

Museo Gianduja

Grugliasco
Villa Boriglione - Parco Le Serre

Inaugurazione sabato 6 aprile ore 17

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il teatro per Giusy Barbagiovanni è un mondo interiore. È un cantuccio salvifico di stupore infantile custodito nell’intimo al pari di una segreta stanza dei giochi, rifugio e baluardo al medesimo tempo. È un mondo di matite colorate, di ritagli, di stoffe, di scampoli di ricordi. È l’inseguire il sogno alchemico del foglio bianco che si fa disegno, di scrigni di nonnulla votati a wunderkammer: cassetti di trastulli che l’immaginazione ammanta e lenisce.

Da questo suo teatro potenziale, pudico, declinato in mille rivoli di creatività spontanea e necessaria, Giusy Barbagiovanni ha estratto trentadue opere, trentadue tasselli della sua personale ricerca attraverso le seduzioni delle figure animate che vanno dal 1992 a oggi. La mostra si avvale del patrocinio di Unima (Union Internationale de la Marionette) ed espone principalmente fantasiosi teatrini da camera legati alla musica e all’opera lirica. Si tratta di un curioso gioco di specchi tra contenitore e contenuto, dato che spesso sono gli stessi personaggi a trasformarsi in teatrino, rivelando al loro interno l’essenza dell’opera o del balletto di cui sono protagonisti: Il flauto magico di Mozart, L’uccello di fuoco di Stravinskij, Lo schiaccianoci di Cajkovskij, Il fiore di pietra di Prokofiev… E ancora grandi pannelli ispirati al gioco dei tarocchi e ai pupi siciliani, uova-marionette in omaggio a Von Kleist, fate e bambole dai risvolti esoterici…

Nell’occasione della inaugurazione sarà presentato anche l’ultimo libro di Giusy Barbagiovanni: Il viaggio di Camilla, una favola ambientata nel caleidoscopico mondo di Fastalia scritta e illustrata dall’autrice a partire dalle suggestioni dei quadri di Chagall e Depero ed edita da Impremix - Edizioni Visual Grafika. È prevista inoltre una speciale tiratura limitatissima del volume per amatori, impreziosita da un’opera a tecnica mista firmata e numerata.

Giusy Barbagiovanni Gasparo.
Pittrice, scenografa, scultrice, cultrice dell’arte della marionetta, inizia la sua attività artistica sul finire degli anni Settanta. Conseguito il diploma in Scenografia presso l’Accademia Albertina di Belle Arti, è stata borsista presso l’Institut International de la Marionnette di Charleville Mézières (Francia), dove ha approfondito lo studio sulle marionette giapponesi del Kuruma Ninyo. Successivamente la sua ricerca si è indirizzata verso le tecniche calcografiche tradizionali e su quelle sperimentali dell’incisione e sul libro d’artista. Nel 1996 si è laureata in materie letterarie con una tesi di estetica musicale. Attraverso conferenze, pubblicazioni, seminari, stage ed esposizioni ha perseguito una costante ricerca sul teatro di figura, approfondendone il significato simbolico e antropologico e sperimentandone la valenza pedagogica, anche nella sua attività di docenza. Tra i vari libri di cui è autrice si segnalano Musica e marionette (Ananke, 2003), Le identità del corpo. Viaggio nell’antropologia della danza (Ananke, 2006); Una vita tra le figure animate (Impremix, 2018). Molte le mostre che l’hanno vista protagonista. Ultima in ordine di tempo la personale “... Una vita tra le figure animate” allestita lo scorso settembre presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino in cui ha esposto oltre duecento opere.

 

 

 

MASLENITSA BURATTINO
Fantocci e trastulli del carnevale russo nei quadri di Yaroslav Svabodni

Mostra a cura di Antonio Attini e Alfonso Cipolla

 

 

Museo Gianduja

Grugliasco
Villa Boriglione - Parco Le Serre

Inaugurazione giovedì 28 feb. ore 18

 

 

 

 

 

 

 

 

CITTÀ DI GRUGLIASCO- ISTITUTO PER I BENI MARIONETTISTICI E IL TEATRO POPOLARE- FONDAZIONE “CARLO COLLODI” - ATTINI ARTE

Gioco, giocattoli, fantocci, carnevale… è una carrellata scanzonata, un tuffo in una Russia alla Petruska quello che Yaroslav Svabodni regala con queste sua galleria di oltre trenta opere pittoriche. È un mondo di trastulli infantili attraversato dall’impertinenza tutta pinocchiesca di Burattino, il protagonista de Zolotoj kljucik (La chiave d’oro), il lungo racconto che Aleksej Nikolaevic Tolstoj ha tratto dal celebre capolavoro di Collodi, trasformandolo in una fiabesca metafora in chiave sovietica.

Burattino è il fratello gemello di Pinocchio senza il berrettino di midolla di pane, però, e senza il vestituccio di carta fiorita, ma con la stessa aria irriverente e furbesca. Da scavezzacollo com’è, brucia il fantoccio di paglia che simboleggia l’inverno nell’ultimo giorno di Maslenitsa, il carnevale russo, e con la speranza del sole dà il via alla festa attraverso una galleria di giocattolini tradizionali, igrushka lui stesso tra igrushki, ovvero balocco tra balocchi, per cogliere la felicità d’una infanzia spensierata. Yaroslav Svabodni ha un segno netto e un dinamismo innegabile nel tratto. Con pochi colpi di matita da vita drammatico vegetale al personaggio per lui divenuto prediletto e più volte declinato in queste e in tante altre illustrazioni. Il suo Buratino è un trasformista. Eccolo vestito da astronauta danzare intorno a un satellite trottolesco, oppure con abituccio mimetico imbracciare un improbabile kalashnikov per una guerra altrettanto improbabile contro birilli militareschi. E ancora far capolino da una pelle d’orso orsacchiottosa o nei panni di un azzimato gagà far il cascamorto con una bionda bambolina dai gotei pomelli purpurei. Yaroslav Svabodni si diverte a inventare accostamenti, gioca coi giochi con lieve leggerezza, così come lo fa con simboli e sigle dell’Unione Sovietica, proiettandoli in un clima scherzoso ma non irriverente. Chi sia in realtà Yaroslav Svabodni è difficile dirlo. Un’aura segreta aleggia intorno al suo nome. Schivo artista rinserrato in qualche dacia sperduta nelle steppe o pudìco bizzarro al riparo di uno pseudonimo dal sapor di samovar? Mistero. La non-risposta sembra racchiusa nella tavola in cui Buratino sbuca con un sorrisetto beffardo da un’enorme matrioska: dentro un segreto se ne cela un altro, e poi un altro e un altro ancora… Arrivare al nocciolo è fatica sprecata: meglio giocare, giocare sempre, e il resto è solo sberleffo!

La mostra rimarrà aperta per tutto il Carnevale da giovedì 28 febbraio fino a domenica 10 marzo, dalle ore 16 alle 19. Per l’occasione le Edizioni Attini Arte hanno stampato un folder a tiratura limitata di dodici cartoline da collezione che riproducono altrettante illustrazioni di Yaroslav Svabodni.

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